Il Territorio

Pulsano, da sempre luogo di villeggiatura, già dai tempi di Greci e Romani, si trova sulla costa ed è il cuore dell’unione di comuni “Terre del Mare e del Sole”, di cui fanno parte diversi paesini costieri della litoranea. L’estate a Taranto, e più in generale in Puglia, è magica: una cornice di meraviglie naturali spesso non deturpate dalla mano dell’uomo, a cominciare dalle onde del mare cristallino, i lidi e le spiagge libere attrezzate dove godere liberamente del relax, gli ulivi secolari e la campagna e il clima mite e piacevole che a volte ci accompagna per tutto l’anno.

pulsano-localita-montedarena
pulsano-2
pulsano-4

Da Vedere

Chiesa di Santa Maria La Nova

Il progetto risale al 1838, avrebbe dovuto essere costruita fuori dalle mura cittadine. Contraddistinta dallo stile romanico è consta di tre navate, i pilastri interni hanno i capitelli di stile corinzio con archi e volte a tutto sesto. Sull’altare maggiore vi é una cupola centrale a botte, a sesto ribassato. Nel 1921 la Nuova Chiesa venne restaurata e l’altare maggiore venne sistemato in modo egregio. Ai lati dell’altare maggiore la grotta della Madonna di Lourdes e il cappellone di S.Trifone. All’interno della Chiesa sono custodite delle statue in cartapesta realizzate dai maggiori maestri della cartapesta leccese. Nella navata di destra si trovano in successione: la statua di Santa Lucia di L. Guachi, le statue dei SS. Cosma e Damiano di S. Sacquegna, la statua di Sant’Anna e un gruppo statuario rappresentante il Crocifisso tra la Vergine Maria e Maddalena. La navata sinistra invece ospita la statua di San Giuseppe  le statue di Sant’Antonio e Santa Rita della ditta Gallucci e figli. La chiesa madre e l’unica chiesa parrocchiale cittadina, proclamata dall’arcivescovo Mons. Bernardi “santuario mariano” l’11 febbraio 1947. Nell’interno si trova infatti una riproduzione della grotta di Lourdes, realizzata nel 1933 come voto del dottor Delliponti, che vi fu a lungo sepolto. Tutt’ ora, l’11 febbraio, è festa cittadina. Ben presto la grotta fu oggetto di continue visite di pellegrini, che si dirigevano alla Grotta ai piedi della Vergine noncuranti del rigido freddo di quegli anni. Nel 1957, un grave incendio devastò il tempio, grazie al Don Bruno Falloni e del suo successore, si avviò la ricostruzione delle parti distrutte, uno degli ottimi lavori eseguiti fu la costruzione di un campanile portato a termine entro 8 anni grazie al compianto don Franco Limongelli. L’inaugurazione dello stesso avvenne il 30 marzo 1980 alla presenza di Sua Ecc. l’Arcivescovo di Taranto Mons. Guglielmo Motolese.

Castello De Falconibus

Fonti documentate risalenti al 1838 sostengono che il primo feudatario, Falco de Falconibus, possedesse il Casale di Pulsano, che era all’epoca aperto e senza Castello, ma con una sola torre, detta Torre massima. Il suo successore, Marino, fece edificare il Castello e la muraglia nel 1430, come attesterebbe una iscrizione, ora scomparsa, ma riportata in una requisitoria pubblicata nel 1838 e risalente al 1550. La Terra di Pulsano, in seguito, fu racchiusa da Mura di cui il Castello costituiva la fortezza nell’angolo di Nord-Est; probabilmente le mura erano di forma rettangolare ,con torri ai quattro lati. Il Castello fu conservato dai De Falconibus che lo tennero fino al 1560, Fu venduto o ereditato da diverse famiglie, pervenne poi, nel 1617 ai Muscettola, signori di Leporano, che ottennero il titolo di Principe nel 1624, gli ultimi eredi dei Muscettola lo vendettero al Comune di Pulsano nel 1912. Il Castello di Pulsano, costruito quasi del tutto in carparo locale, è a pianta rettangolare, corredato da torri quadrate e rotonde, disuguali per forma ad altezza. All’edificio si accede dal lato ovest, il portone immette in un androne e questo ad un cortile che illumina le camere interne. Si conservano due bassorilievi: uno riproduce lo stemma della famiglia De Falconibus e l’altro, al centro della balaustra dell’atrio del primo piano, appartiene alla famiglia Muscettola. Non vi è traccia del fossato e del ponte levatoio, che sicuramente c’erano, come si evince dai documenti, poiché risulta che nel 1819 il principe Giovanni Muscettola dette per la prima volta in fitto il fossato ad alcune famiglie del circondario, perché se ne servissero come orto. Questo provocò l’attuale situazione del Castello che non risulta più isolato. Col passare del tempo il Castello ha perso di importanza ed è stato utilizzato come deposito di frumento, ripostiglio di botti e stalla, fino al 1912, quando appunto fu acquistato dal Comune di Pulsano, che lo ha a lungo usato come Municipio. I sotterranei: Nell’atrio si nasconde un grosso pozzo, che secondo una antica leggenda locale, collegherebbe il Castello di Pulsano con il Palazzo di Leporano e da qui una strada sotterranea porterebbe direttamente al mare. La battaglia di Otranto: Nel 1480 Giovanni Antonio De Falconibus è uno dei due capitani Tarantini che combatte ad Otranto contro i Turchi di Maometto II. Sono al suo seguito 400 fanti raccolti nel Tarantino di cui 40 pulsanesi. In quella battaglia muoiono Giovanni Antonio de Falconibus e molti dei suoi, tra cui i pulsanesi: Angelo Fabrizio Scardino, Giovanni Tomai e Scipione Caputo, ma misteriosamente, il giorno 8 Settembre 1480 le salme vennero traslate a Pulsano, giorno in cui si onorano i martiri di Otranto. La donna a mezzobusto: La leggenda vuole che nei giorni di luna piena, a mezzanotte, si aggiri sugli spalti della torre rotonda una donna a mezzobusto, vestita di bianco e con i capelli biondi al vento. Si narra che nel 1326 Renzo De Falconibus muore per difendere Pulsano da un assalto di orde pagane in quel tratto di costa che ancora oggi si chiama Terra Rossa, in ricordo del sanguinoso evento. La sua unica figlia diciottenne, Caterina, è venduta dal marito agli zii che ne usurpano il feudo, imprigionando la giovane nella torre rotonda e poi la decapitano. Il marito Umberto riceve, in cambio del tradimento, una modesta proprietà in Ugento.

Torre dell’Orologio e altri resti delle mura di Pulsano

La Torre dell’Orologio fu innalzata sulla guardiola della Porta Maggiore, a seguito del terremoto del 1954 fu distrutta. L’orologio originariamente fu sostituito nel 1882 su ordine del sindaco Felice Laterza, il meccanismo venne fornito dalla famosa fabbrica di orologi ” Cesare Fontana” di Milano. In tale occasione fu inserito anche il quadrante bianco realizzato in marmo bianco di Carrara e la campana ottenuta dalla fusione di quella precedente. Ogni mattina, il regolatore di orologi si reca su per la scaletta, per ricaricare e lubrificare gli ingranaggi. Ci vogliono circa 130 giri di manovella per poter ricaricare l’orologio, affinchè possa scandire le ore ed i quarti d’ora, nel 2006 è stato restaurato

Mulino Scoppetta

Il mulino a cilindri di Pulsano, situato in via Conte di Torino, è un complesso architettonico in muratura tradizionale e soppalchi lignei. L’apparato produttivo è disposto su quattro livelli, più una torre per il reparto della pulitura dei grani. Ad un primo livello, sotto la quota stradale, è ospitato l’albero di trasmissione, al secondo sette laminatoi a cilindri, il terzo e il quarto livello sono occupati dalla buratteria. Questo antico opificio appartiene oggi agli eredi della famiglia di Francesco Scoppetta (1853-1918) il quale, giunto da Atrani in provincia di Salerno, si stabilì a Pulsano cominciando la sua avventura imprenditoriale con un piccolo mulino a macine per poi fondare il Farinificio Industriale ed anche il Pastificio Francesco Scoppetta. Il Farinificio ha smesso di funzionare per ultimo nel 1970. Il 19 gennaio 2001 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha decretato l’immobile denominato Ex Mulino Scoppetta di interesse particolarmente importante e viene quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel testo unico in materia di Beni Culturali ponendo, di fatto, il vincolo. E’ da tempo oggetto di interesse culturale da parte dell’associazione La ‘Ngegna onlus e dei Giovani delle Acli di Pulsano che si avvalgono del supporto scientifico del CNR IBAM di Lecce nella persona del prof. A. Monte il quale è anche responsabile per la regione Puglia dell’ AIPAI (associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale).

Convento dei Padri Minori o Riformati – palazzo della cultura

Risale al 1700, contiene dipinti, statue e una raccolta di pupi siciliani, che in passato davano vita, sempre in convento, ad un presepe. Il convento assume forma quadrangolare e l’entrata è rivolta ad ovest, è presente un affresco dell’ultima cena sito nel refettorio, occupante un’intera parete e dipinto nel 1727 da Giuseppe Bianco. Il convento, che inizialmente era una fortezza, si sviluppa su 2 piani, è dotato di un pozzo, che per anni ha servito la cittadinanza pulsanese. Il convento un tempo ospitava le suore Stimmatine, ora stanziate a Marina di Pulsano ma pronte a farvi ritorno ultimati i lavori di ristrutturazione. Dopo la recente fase di restauro, infatti, sarà presto riconsegnato alla cittadinanza e sembra che fungerà da contenitore per le associazioni culturali locali. In progetto, inoltre, un museo al suo interno che possa contenere i ritrovamenti degli insediamenti costieri pulsanesi (quelli attualmente conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto e quelli che potrebbero essere riportati alla luce grazie a questo progetto) ed una sala multimediale con ricostruzioni storiche degli stessi abitati. Inoltre, vi avranno luogo manifestazioni culturali, vi sarà trasferita la biblioteca comunale ed alcuni locali saranno adibiti a foresteria. Sarà ripristinata, inoltre, la funzione liturgica della chiesa e dell’adiacente sacrestia, sospese negli anni ’80 con l’avvio del restauro.

chiesa di santa maria la nova

Chiesa di Santa Maria La Nova

Castello de Falconibus

Castello De Falconibus

Mulino Scoppetta

Mulino Scoppetta

Torre dell'Orologio

Torre dell’Orologio